Il Distretto della Sedia è una realtà produttiva collocata nel cuore del Friuli Venezia Giulia. 
Inizialmente il distretto industriale era costituito dal cosiddetto "Triangolo della Sedia", ovvero i comuni di Corno di Rosazzo, Manzano e San Giovanni al Natisone; successivamente il Distretto si è ampliato, fino a comprendere ad oggi 11 comuni della provincia di Udine.

Ma come è nato il Distretto? 

Per tornare alle origini bisogna arrivare al Settecento. Verso la fine del secolo si era infatti sviluppato un nucleo di botteghe che producevano sedie impagliate, grazie all'opera di artigiani giunti nella zona di Gorizia e Cormons e grazie all'autorizzazione di Maria Teresa d'Asburgo al taglio della selva di Ternova (altopiano carsico attualmente in Slovenia).
Col passaggio del Friuli Venezia Giulia al Regno d'Italia nel 1866 e il conseguente aumento dei dazi, molti artigiani si spostarono nuovamente e occuparono il primo nucleo del Distretto, ovvero il Triangolo della Sedia.

Col passare del tempo, le botteghe sempre più legate da vincoli familiari divennero man mano più grandi ed importanti, e crebbero di conseguenza anche scuole d'Arti e Mestieri nella provincia di Udine.
Nella prima metà del Novecento, si ebbero inevitabilmente delle difficoltà nel settore; dapprima ci fu la Prima Guerra Mondiale, che annientò il 70% del potenziale industriale. Si ebbe una ripresa nei primi anni Venti, ma la crisi del '29 e l'avvento della politica fascista penalizzarono notevolmente le esportazioni. La Seconda Guerra Mondiale aggravò ancora di più la situazione, lasciando il settore in condizioni di arretratezza.

Bisognerà arrivare al boom economico degli anni '60 per vedere finalmente rinascere le aziende del Distretto, che per la prima volta subirono un'industrializzazione senza precedenti. Proprio in questi anni si ha la prima generazione di designer italiani che hanno fatto la fama del "Made in Italy". Negli anni '70, la crisi petrolifera e il terribile terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia nel 1976 misero il settore legno - arredo del Distretto nuovamente a dura prova, ma con la ricostruzione post terremoto si ebbe una notevole modernizzazione della regione e, di conseguenza, delle realtà industriali. 

Nei decenni successivi il settore si è trasformato, ha resistito ai periodi di crisi, producendo fino ad oggi prodotti di altissima qualità, sempre diversi fra loro. L'insieme di imprese che hanno saputo innovarsi, tramandano l'esperienza artigiana di tutte le fasi della filiera produttiva con una gestione aziendale dalla qualità certificata e garantita (filiera certificata ISO9001 del Made in Italy); ciò ha permesso all'Italian Chair District di affermarsi non solo sul panorama nazionale, ma anche a livello mondiale.

Sul loro sito potete cercare tutte le aziende, fare una ricerca per fase produttiva, per prodotto, per stile o materiale. Tutto quello che vi serve, lo potete trovare qui: Distretto della Sedia.

Qui (Comunità del distretto) invece un articolo interessante sul nuovo progetto a cui i Comuni del Distretto stanno lavorando: la costituzione di una Comunità del Distretto della Sedia. 

 

                                          alcune sedie del Distretto in esposizione nello Showroom del nostro ufficio IAT

La Stele di Visinale è una lapide che ricorda il primo colpo d'arma da fuoco sparato da un militare italiano nella Prima Guerra Mondiale. Ci troviamo nel territorio di Corno di Rosazzo, dove oggi si trova la frazione di Visinale dello Judrio.
Nel 1915 questa zona era attraversata dalla linea difensiva che collegava i monti della valle dello Judrio al monte San Biagio. Nella notte del 23 maggio 1915, due finanzieri di guardia al vecchio ponte di legno sul fiume Judrio, che allora segnava il confine con l'impero austro-ungarico, notarono alcuni militari nemici furtivamente intenti a minare il ponte. Capite le loro intenzioni, ecco partire dai loro fucili i primi colpi, che impedirono il completamento dell'attentato.

La Stele, costituita da un bassorilievo in metallo e da una lapide, raffigura un soldato intento a sparare e alle sue spalle una divinità della guerra, quasi intenta ad aiutarlo. La frase latina recita "PERCUTIT HINC PRIMUS DETRUDENS FINIBUS HOSTEM IUS NOSTRUM CLAMANS ITALA FATA TONAT"   - SCR. F. CALONGHI - (“da qui parte il primo colpo di fucile, che caccia il nemico oltre confine reclamando a gran voce il nostro diritto, fa risuonare i destini italiani”).

I due finanzieri del II battaglione, Pietro dell’Acqua e Costantino Carta, saranno decorati con la Medaglia di Bronzo al Valore Militare, ciascuno con la seguente motivazione: “Unitamente ad un compagno impediva con prontezza ed energia alla distruzione di un ponte militare”.

Storia o leggenda? Non si sa se questi furono effettivamente i primi colpi di fucile sparati, perciò la lapide ha un valore simbolico, piuttosto che storico. La trovate lungo la strada statale SS356, all'incrocio tra via Primo Maggio e via Pio Paschini.